martedì 21 ottobre 2008

Sonetto del dolce lamento, Federico Garcia Lorca




Temo di perdere la meraviglia
dei tuoi occhi di statua e la cadenza
che di notte mi posa sulla guancia
la rosa solitaria del respiro.
Temo di essere lungo questa riva
un tronco spoglio, e quel che più m'accora
è non avere fiore, polpa, argilla
per il verme di questa sofferenza.
Se sei tu il mio tesoro seppellito,
la mia croce e il mio fradicio dolore,
se io sono il cane e tu il padrone mio
non farmi perdere ciò che ho raggiunto
e guarisci le acque del tuo fiume
con foglie dell'autunno mio impazzito.

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2 battiti d'ali:

alfie ha detto...

emozionante..

AndreA ha detto...

Non la conoscevo ... finemente elegante! :-)

Un abbraccio, buona serata! ;-)